STORIA con certezza che questa forma di arte

STORIA DELLA STREET ARTÈ difficile affermare con precisione dove la Street Art sia nata e quando, dal momento che varie forme di arte non autorizzate hanno sempre caratterizzato i muri e gli spazi pubblici delle città. Possiamo peró dire con certezza che questa forma di arte sia nata grazie alle influenze della Pop Art. Non essendo possibile sapere chi precisamente abbia dato inizio a questo movimento, la sua origine puó essere collocata attorno agli anni Settanta a New York e in altre città americane, dove, gruppi di poveri e immigrati, esclusi dalla società, iniziarono a dedicarsi ad attività creative che diventarono mezzo di protesta sociale e di diffusione di uno stile di vita. Con la comparsa delle bombolette a spray, molti giovani iniziarono a lasciare iscrizioni sui muri, dando cosí vita al graffitismo, il cui maggiore esponente fu Haring. Peró, solamente dal 2000 la Street Art inizió a diffondersi in tutto il mondo: infatti, in Francia, Inghilterra, Spagna e Germania, numernosi creativi abbandonarono il graffitismo, proponendo lavori su manifesti, con stencil o vernice e traducono la loro esigenza di espressione in una continua tensione verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico al senso dei propri interventi.  Un grande ruolo nella diffusione dell’arte in luogo urbano fu giocato da Banksy, attivo già a Londra nei primi anni 2000: attraverso stencil a spray, facilmente traducibili e che coinvolgevano tutti i ceti sociali, riuscí a comunicare tematiche sociali, come la libertà di espressione, il pacifismo, la brutalità della repressione poliziesca, l’antiproibizionismo, il rispetto della libertà sessuale e di coscienza. Questo tipo di arte è evidentemente legata alla Pop Art, al graffitismo e alla subcultura punk, con la differenza che si pone in un nuovo panorama a cavallo tra società e mondo dell’arte, verso gli artisti che propongono i propri lavori o chi utilizza la strada come luogo di ribalta e mezzo comunicativo. In Italia l’arte urbana inizió ad essere nota in tutta Europa nei primi anni duemila, a Milano, Bologna, Roma e, successivamente, a Torino. A Milano i principali protagonisti di questo movimento furono l’artista pop Bros, il poeta di strada Ivan Tresoldi, Ozmo, Pao e l’illustrarocker Tvboy. A Bologna, invece, furono Blu, artista di strada molto famoso nel mondo,  Ericailcane ed Eron. Anche a Padova, dove non ci sono grandi mura da dipingere o aree industriali abbandonate rispetto altre città internazionali, si sviluppó l’arte urbana, grazie a Kenny Random, attivo dalla fine degli anni Ottanta. Alla fine degli anni 2000, il movimento ha preso strade diverse e si è in parte istituzionalizzato nella relazione con le municipalità in collaborazione con le quali spesso coopera, con musei, gallerie e grandi corporations. Infatti,  negli ultimi anni sono state dedicate numerose mostre alla Street Art, come “Street Art Sweet Art” a Milano nel 2007 e il festival “Frantier” a Bologna nel 2013. Inoltre,  numerosi comuni hanno pubblicanto dei regolamenti apositi in modo da fissare i confini della attività artistica,  rispetto all’imbrattamento dei luoghi pubblici. Ci furono anche sentenze e capitoli giudiziari a favore della Street Art: per esempio, nel 2016 lo street artist italiano Manu Invisibile, che operava specialmente in Sardegna, fu assolto dalla denuncia di imbrattamento dei luoghi pubblici in primo e secondo grado e poi dalla Corte di Cassazione per mancanza di reato, segnando cosí un precedente in Italia riguardo il riconoscimento artistico della Street Art in ambito istituzionale.